Alla scoperta di Valdobbiadene

On mercoledì, luglio 19 th, 2017 · In , ,

Alla scoperta di Valdobbiadene | DrusianIl nostro primo percorso parte da Valdobbiadene. Città in provincia di Treviso, situata alla sinistra del Piave nella regione delle Prealpi Venete, fra il Monte Grappa e i Monti Bellunesi, Valdobbiadene lascia trasparire la vera natura veneta. Manifesta la vivace spontaneità, il calore e il vigore nell’affrontare il lavoro, l’attaccamento ai valori della famiglia e del Paese, la pulizia morale che si manifesta nel lindore delle strade, dei luoghi di incontro e, poco più lontano, nelle vigne rigogliose, in questo periodo lussureggianti.

Valdobbiadene, governata nei secoli dai Carraresi, da Ezzelino da Romano, dai Da Camino e quindi dal 1391 da Venezia, fu poi ceduta con il Veneto tutto al Regno d’Italia nel 1866 con la Pace di Vienna.

Il vino che nasce dalle sue colline è “oro frizzante” – come lo ha saputo chiamare con la consueta bravura in un recente articolo Luciano Ferraro, firma importante del “Corriere della Sera”. E’ l’espressione che sa di magia di quella “terra che sembra lavorata all’uncinetto” (così l’ha definita un’ altra ottima firma dello stesso giornale, Luca Bergamin); è il Prosecco Superiore DOCG che il Consorzio sa da sempre valorizzare con estrema dedizione e caparbietà (la denominazione storica fu riconosciuta nel 1969 e deriva dalla fondazione della prima Scuola Enologica italiana).

I vigneti li abbiamo sott’occhio ogni giorno, ma oggi la città ci attende per una prima, breve camminata alla scoperta dei suoi angoli e delle sue bellezze.

Il Duomo di Santa Maria Assunta, nel cuore della città, risale al Quattordicesimo Secolo, poi fu rivisitato e oggi è in stile neoclassico e merita attenta visita. Il campanile si distingue anche per la meridiana, datata Diciottesimo/Diciannovesimo Secolo. All’interno accoglie pale importanti dedicate alla Madonna Assunta (del Beccaruzzi), alla Vergine con i Santi Sebastiano e Rocco (di Paris Bordon), a Sant’Antonio Abate e a San Giovanni Battista e il ciborio dell’Altare della Madonna.

Poco lontana la Villa dei Cedri, già opificio nel Diciottesimo Secolo, è Sede dell’Associazione Alta Marca, che organizza nel corso dell’anno molti eventi di grande rilievo culturale e sportivo.

La frazione di Santo Stefano , altra nostra meta, è costituita da una parte alta, la Villa, da quella centrale lungo il torrente Teva e dal Follo. In detta frazione, sopra la Villa, si può ammirare l’Oratorio. Qui venne accolta molti anni addietro una comunità di folladori bassanesi, che insegnarono l’arte della cardatura (lungo i vigneti erano presenti molte piante di gelsi le cui foglie costituivano il nutrimento dei bachi da seta). L’Oratorio, lesionato da un forte terremoto, fu ricostruito nel 1907 e successivamente perfezionato nel 1970.

E’ opportuno attraversare queste terre senza guardare l’orologio; ogni momento si scopriranno nicchie di bellezza naturale o culturale. Ognuno sceglierà quella più consona al proprio essere. A Valdobbiadene torneremo così come visiteremo Conegliano e altre colline, altri monumenti, altri luoghi di culto sapranno accoglierci.

Due sono i personaggi illustri nati a Valdobbiadene che meritano ricordo. Il primo è San Venanzio Fortunato, vescovo, autore di liriche latine e biografo insigne di santi. Nacque a Duplavilis (Valdobbiadene) nel 530 e morì a Poitiers nel 607. Il secondo è Benedetto XI, nato a Valdobbiadene (oppure a Treviso secondo altre fonti) nel 1240, morì a Perugia nel 1304. Eletto Papa nel 1303, fu proclamato Beato da Clemente XII nel 1836.